Come fare per


Persona offesa da un reato
Informazioni

La legge (articolo 90 C.P.P.) prevede una serie di diritti e facoltà per la persona offesa dal reato, questi diritti possono essere esercitati personalmente o per mezzo di un avvocato difensore.

Se la vittima ha un reddito inferiore al limite di legge ha diritto di beneficiare dei patrocinio a spese dello Stato, cioè che sia lo Stato a pagare il difensore che si è scelta. Per alcuni reati questo diritto di avere un avvocato pagato dallo Stato si applica qualunque sia il reddito della vittima.

diritti della persona offesa

La persona offesa:

  • può presentare denuncia o querela, oralmente o per iscritto,  presso l’Autorità Giudiziaria o gli organi di polizia giudiziaria, personalmente o tramite un legale;
  • ha diritto di avere conoscenza della data e del luogo del processo, nonché del reato di cui risponde l’imputato;
  • ha diritto di essere informato dello stato del procedimento e può richiedere alla Procura della Repubblica se risultino iscrizioni nel registro delle notizie di reato (art.335 c.p.p.);
  • ha facoltà di essere avvisato dell’eventuale richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero, per potere proporre opposizione, secondo la disciplina di cui all’art.408 c.p.p., salve le ipotesi che si tratti di delitti commessi con violenza alla persona in cui è comunque dovuto l’avviso dell’eventuale richiesta di archiviazione;
  • può nominare un difensore nelle forme previste dall’art.96, co.2, c.p.p., questi può e deve essere in grado di fornire tutte le pertinenti indicazioni ed informazioni utili per la soddisfazione dei propri interessi, nell’ambito del procedimento penale;
  • può, nella ricorrenza delle condizioni di legge, accedere al patrocinio a spese dello Stato ai sensi dell’art.76 del dpr 30 maggio 2002 n.115, per la nomina del difensore e del consulente tecnico; con la precisazione che, laddove si tratti di persona offesa dai reati di cui agli artt.572, 583 bis, 609 bis, 609 quater, 609 octies, 612 bis, nonché ove commessi in danno di minori, dai reati di cui agli artt. 600, 600 bis, 600 ter, 600 quinquies, 601, 602, 609 quinquies e 609 undecies c.p., può essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti ordinariamente;
  • qualora, comunque, abbia subito un danno dal reato, in qualità di danneggiato dal reato, ha la facoltà di costituirsi parte civile nel procedimento penale, per ottenere il risarcimento del danno, secondo le modalità ed i termini di cui artt.74 s. c.p.p.; nel caso di processo penale a carico di imputati minorenni non essendo possibile costituirsi parte civile, avrà la possibilità di ottenere il risarcimento del danno rivolgendosi al giudice civile;
  • se non conosce la lingua italiana, se presenta denuncia o propone querela, dinanzi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale del capoluogo del distretto, ha diritto di utilizzare una lingua conosciuta; negli stessi casi ha diritto ad ottenere, previa richiesta, la traduzione in una lingua conosciuta dell’attestazione di ricezione della denuncia o della querela; può anche chiedere di essere assistito da un interprete quando è necessaria la sua audizione e ha diritto alla traduzione gratuita degli atti del procedimento che contengano informazioni utili all’esercizio dei suoi diritti (art.143 bis c.p.p.);
  • ha la facoltà di richiedere l’adozione di provvedimenti e misure volte alla tutela della sua integrità fisica;
  • ha la facoltà di richiedere di essere informato, in caso di delitti commessi con violenza alla persona, dei provvedimenti di scarcerazione e di cessazione della misura di sicurezza detentiva e dell’eventuale evasione dell’imputato in stato di custodia cautelare o del condannato, nonché della volontaria sottrazione dell’interessato all’esecuzione della misura di sicurezza detentiva, salvo che risulti il pericolo concreto di un danno per l’autore del reato (artt.90 ter e 299 c.p.p.);
  • può, se teme per la sua incolumità, segnalare l’esigenza di evitare che il luogo dove abitualmente dimora risulti dagli atti; qualora abbia nominato un difensore, tutti gli avvisi saranno fatti presso quest’ultimo (art.33 disp.att.)
  • nel caso risieda in uno Stato membro dell’Unione Europea diverso da quello in cui è stato commesso il reato, ha diritto di ricevere comunicazioni e gli avvisi previsti dalle norme processuali nel luogo di domicilio dichiarato o eletto;
  • potrà lamentare l’eventuale violazione dei propri diritti presso l’autorità giudiziaria procedente o gli organi di polizia anche tramite il proprio legale;
  • potrà richiedere le informazioni sul procedimento all’autorità giudiziaria procedente;
  • che nel caso di reato perseguibile a querela, il procedimento penale può essere definito con la remissione della querela e l’accettazione della controparte, salve le ipotesi di querela irrevocabile; inoltre, che se il reato è perseguibile a querela ed è di competenza del giudice di pace, il procedimento può essere definito favorendo la conciliazione tra le parti mediante eventualmente un’attività di mediazione di centri e strutture pubbliche presenti sul territorio (art.29 l.274/2000);
  • ha diritto a ricevere le informazioni relative alle strutture sanitarie presenti sul territorio, alle case famiglia, ai centri antiviolenza e alle case rifugio. Si segnalano quindi l’ASP di Palermo (tel.0917033179-0917033292) con il centro specializzato “Armonia” (tel. 800397363), i Servizi Sociali del Comune di Palermo (0917401111), il centro antiviolenza “le Onde” (tel.091327973), il numero antiviolenza donna 1522, l’Unità Operativa interventi per immigrati, rifugiati e nomadi del Comune di Palermo (0916162493-0916162750).

Servizi per i cittadini